valter corrain nella posizione xie xing

1990-1994             Maestro Mario Pasotti (Bergamo)

 

Introdotto alla pratica del “Wushu” (letteralmente arte marziale  in cinese, più comunemente conosciuta col nome di “Kung fu” in occidente) dal M° Mario Pasotti, allora Direttore Tecnico della nazionale italiana di arti marziali cinesi, Valter Corrain si appassiona al Taijiquan conformemente ai canoni dell’Università di Pechino

 

1995-2006           Gran Maestro Chen Xiaowang

 

Studia sotto il personale controllo del Gran Maestro Chen Xiaowang e ne segue scrupolosamente il metodo di insegnamento partecipando a numerosi stages sia nazionali che internazionali.

 

Dal 2006             Gran Maestro Zhu Tiancai

 

Il Gran Maestro Zhu Tiancai, lo introduce ad approfondire con chiarezza il vecchio metodo di allenamento (Laojia) e a comprendere la diversità della pratica  rispetto al nuovo sistema (Xinjia).

L’assimilazione del processo respiratorio ed una maggiore percezione interna dei meccanismi motori lo portano a studiare in modo intensivo dal 2008 in poi, in Cina, a Chenjiagou, luogo di origine del Taijiquan nonché a Singapore ove il figlio, Zhu Xianqian, insegna permanentemente.

 

TITOLI e QUALIFICHE

Laurea in Scienze Politiche;

 

Maestro federale di Taijiquan (riconosciuto dal CONI)

 

Discepolo del Gran Maestro Zhu Tiancai (certificato);

 

Certificate Chen Style Tai Chi level 1 (China Governmente);

 

“Master Boxer” rilasciato dall’Internatinal Tiancai Chenjiagou Taijiquan Federation.

 

INSEGNAMENTO

 

Dal 1996 ha ininterrottamente insegnato Taiji Quan nella provincia di Rovigo e dall’anno 2000 al 2004 anche in Mestre (VE).

 

ESPERIENZE

 

Valter Corrain ha svolto anche un’attività triennale presso diverse scuole secondarie di primo grado, quale istruttore di Taijiquan, nell’ambito di un progetto di integrazione scolastica nella provincia di Rovigo (corsi rivolti al trattamento di disturbi dell’attenzione ed iperattività – ADHD). Nel 2007 l’Autorità scolastica locale ha riconosciuto l’attività in parola come “Buona pratica per l’integrazione scolastica”.